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Piemonte. Al via progetto per il trattamento del diabete in farmacia

L’esplosione della spesa ospedaliera e l’invecchiamento della popolazione impongono e imporranno sempre più di spostare la cura delle patologie croniche dall’ospedale al territorio. Una sola patologia sottrae il 10% della spesa sanitaria italiana: il diabete, che costa 11 miliardi di euro l’anno. uesto solo dato dà un’idea dell’impatto del diabete, patologia cronica “trattata” fino ad oggi per lo più nelle strutture ospedaliere e che le attuali politiche di razionalizzazione della spesa sanitaria, la drastica riduzione dei posti letto e la chiusura degli ospedali stessi impongono di affidare al territorio, garantendo il mantenimento degli attuali livelli di tutela della salute del paziente diabetico. Gli Ordini dei Farmacisti del Piemonte e Federfarma Piemonte unitamente all’Università piemontese (ex Facoltà di Medicina e Chirurgia e Farmacia di Torino e Novara) rispondono all’esigenza del suo trasferimento dall’ospedale al territorio lanciando il “Progetto diabete e farmacia”, primo tassello del più ampio ed originale Progetto della Farmacia di Comunità ad alta valenza professionale: il “Progetto InterAteneo”.

Con questa iniziativa si pongono le basi di una fattiva collaborazione tra sanitari, medici specialisti, medici di medicina generale, farmacisti, partendo da un aggiornamento adeguato ai farmacisti che tenga conto anche dei recenti sviluppi della legislazione sui servizi in Farmacia.
Il primo tema del Progetto InterAteneo è proprio il diabete: entro due anni verranno effettuati numerosi corsi di formazione ed aggiornamento professionale in tutto il Piemonte raggiungendo gli oltre 3500 farmacisti che lavorano sul territorio regionale. Oltre 800 farmacie (su 1500 totali) saranno formate entro settembre 2013.

Un apposito Comitato Scientifico ha individuato il team di docenti, 40 medici specialisti in diabetologia, che gestiranno sul territorio piemontese i corsi presentando un programma didattico realizzato dai docenti delle Facoltà di Farmacia e Medicina e Chirurgia degli Atenei piemontesi.

La formazione basata su linee guida codificate e certificate consentirà al farmacista di ricoprire un nuovo ruolo – complementare a quello legato alla dispensazione dei medicinali – attraverso la presa in carico del paziente cronico effettuata con alcuni gesti professionali, quali il monitoraggio dell’assunzione dei medicinali, le corrette informazioni sanitarie, l’utilizzo dell’autoanalisi.

L’obiettivo principale è far sì che la Farmacia di Comunità diventi un efficace strumento di prevenzione primaria e secondaria che condurrà ad una riduzione della spesa sanitaria e ad un miglioramento dello stile di vita dei cittadini coinvolti.

“Siamo riusciti, dopo un anno di lavoro intenso, e lo dico con soddisfazione a coinvolgere le 5 ex Facoltà sanitarie del Piemonte, ed insieme abbiamo costruito un percorso univoco, per tutti i farmacisti dalla formazione alla misurazione dei risultati. Un ringraziamento speciale va ai 40 diabetologi che gestiranno i corsi sul territorio ed all’epidemiologo con cui abbiamo costruito gli strumenti di misurazione dell’efficacia del Progetto.”, ha affermato Paola Brusa, coordinatore del Progetto.

“Federfarma Piemonte, cogliendo i segnali di profondo mutamento, dovuto ad una crisi senza precedenti, che la Sanità sta attraversando ritiene che sarà indispensabile dedicare risorse alla prevenzione ed alla gestione di alcune patologie croniche sul territorio, liberando risorse con una deospedalizzazione programmata ed intelligente. Con questo progetto saremo la prima Regione a dare applicazione reale alla Farmacia dei Servizi”, ha dichiarato Massimo Mana, presidente Federfarma Piemonte.

Mario Giaccone, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Torino e delegato piemontese ha affermato che “non è più possibile, nel panorama contemporaneo complesso e economicamente al collasso,  che ogni professione sanitaria rimanga nel proprio orizzonte ristretto: dobbiamo lavorare insieme, rendere sinergici gli sforzi di tutti per ottimizzare il risultato che è vitale per l’assistenza sanitaria futura. Tutto ciò ovviamente nel rigoroso rispetto delle competenze professionali di ciascuno e attraverso lo scambio continuo di informazioni e conoscenze. Noi – ha proseguito – ci mettiamo a disposizione e siamo pronti a cambiare ma per ottenere risultati significativi deve cambiare la mentalità di tutti. Da questa iniziativa emerge un gran lavoro e grandi opportunità per il sistema e per la popolazione che impongono di  lasciar fuori gli interessi di parte e di perseguire l’interesse comune”.

“Il farmacista moderno può essere un importante veicolo di informazione nei programmi di intervento sul diabete. Il corso sul diabete intende fornire ai farmacisti della Regione Piemonte conoscenze aggiornate sulla malattia per rispondere alle richieste dei cittadini con competenza  e in piena sintonia con gli altri operatori sanitari – Paolo Cavallo Perin, diabetologo dell’Ateneo Torinese, primario Medicina Interna Città della Salute e della Scienza – la struttura e i contenuti del corso sono finalizzati a garantire  comportamenti professionali omogenei sul territorio regionale, con un appropriato uso delle risorse disponibili e nel rispetto delle norme vigenti. Il corso costituisce un contributo concreto di promozione alla salute, con l’obiettivo di correggere le attuali storture nella concezione del diabete, sia tra coloro che ne sono affetti, sia a livello delle loro famiglie e dell’opinione pubblica”.

Solo un farmacista con adeguata formazione potrà fornire valore aggiunto alla dispensazione del medicinale, tale da porlo come partner ideale del medico specialista e del medico di medicina generale nella gestione efficace del paziente cronico sul territorio.

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